La strada ritrovata in Valle dei Casali

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Lunedì 15 Giugno verso le ore più fresche della giornata, centinaia di persone di ogni età hanno potuto finalmente attraversare la Valle dei Casali in uno dei suoi punti panoramici più attraenti, la Tenuta di Villa York, attraverso la Via del Forte Bravetta, riportata alla luce dopo più di trent’anni, grazie alla riqualificazione di tutta la Tenuta.

Molti cittadini, associazioni e comitati si sono battuti per la tutela e la valorizzazione della Valle dei Casali, e molti dei presenti alla passeggiata inaugurale hanno ricordato la Via del Forte Bravetta quando era percorribile liberamente fino agli anni 90 del secolo scorso. E l’affluenza di centinaia di persone a questa giornata inaugurale testimonia come la strada fosse attesa dai quartieri adiacenti, anche da chi non ha interpretato direttamente la vertenza del Parco di Valle dei Casali ma semplicemente sentiva la strada come un bene comune da riaprire e vivere quotidianamente.

Finalmente la strada! Via del Forte Bravetta

Eh, sì, ci sono voluti più di trent’anni ma finalmente è stato ridato valore e senso ad un pezzo di agro romano incastonato nella città consolidata. E, oltre alla strada pubblica, riaperta dal Forte Bravetta fino al capolinea del tram 8 al Casaletto, finalmente, dopo quasi un secolo di abbandono, possiamo rivedere le architetture di Villa York ristrutturate con grande cura, possiamo vedere finalmente tornata l’agricoltura nei 48 ettari della Tenuta e rivivere i casali ad uso agricolo contemporaneo. Un patrimonio, che finalmente risorge grazie all’azione delle istituzioni, dei cittadini e dei privati. Il percorso ciclo-pedonale inaugurato formalmente alla presenza del presidente del municipio XII, Elio Tomassetti e della proprietà della Tenuta, LDC Italy, rappresentata dal Dr. Casarola e dal Dr. Mancini, presenti anche il Presidente del Municipio XI, Gianluca Lanzi, l’Assessore capitolino Eugenio Patanè e numerosi consiglieri comunali e municipali, attraversa una storica tenuta seicentesca, riqualificata nel suo insieme di zone agricole, casali e della villa nominata con il nome storicamente rilevante del Duca di York.

La storia della Tenuta

La villa e la tenuta sono sorte alla fine del ‘600, poco dopo l’edificazione della Villa Algardi a Villa Pamphili, ad opera del curatore delle dogane pontificie, tal Marchese Baldinotti che allora edificò un magnifico edificio con torrette e altana centrale con una spettacolare scalinata terminante in un ninfeo e controninfeo. Il Cardinale Clemente, Duca di York, quasi un secolo dopo, la restaurò migliorandola nel suo aspetto e imprimendo il suo nome sulla memoria dell’edificio. Il Duca di York, proveniente da re inglesi ma nato e cresciuto a Roma e morto a Frascati, era infatti un personaggio rilevante nella storia della città in quel periodo di fine ‘700 ed inizi ‘800 in cui Napoleone abbatteva il potere di chiese e conventi e a cui il Duca di York si oppose efficacemente con probabili prebende. A testimonianza della sua importanza politica il Duca di York è sepolto da duecento anni nelle grotte vaticane insieme a papi e cardinali vari. La Tenuta è un patrimonio, passato per il fallimento di Federconsorzi degli anni ’80 del secolo scorso, a cui non ha fatto seguito nessuna prelazione pubblica, destinando quindi la proprietà al privato che ha investito ingenti somme per la riqualificazione oggi visibile a tutta la città. E infatti, finalmente, si potrà ripercorrere la strada pubblica, riportata alla luce negli ultimi due anni, che taglia la valle e ricongiunge due parti della Valle dei Casali, Bravetta e Monteverde, attraversandola nella magnificenza dei suoi paesaggi agricoli urbani, enorme patrimonio di questa città.

Il “mosaico” di Valle dei Casali

La riapertura della strada è quindi potuta avvenire per questo intervento privato di riqualificazione della Tenuta, realizzato tramite un Piano di miglioramento agricolo e ambientale, strumento previsto dalla legge regionale e che interviene all’interno di un disegno di rigenerazione e riqualificazione urbana più ampio di tutta la Valle dei Casali: per il municipio XII, il restauro del Forte Aurelia a cura del Ministero delle Finanze, la rigenerazione degli ex residence Roma in fase di completamento con una nuova piazza belvedere ed un nuovo polo educativo, la rifunzionalizzazione di parte del Buon Pastore, la nuova area ludica connessa al parcheggio di scambio della linea tranviaria 8, e presto il recupero del Forte Bravetta. Per il municipio Arvalia, di Magliana e Portuense, la riqualificazione di Torre Righetti a Montecucco e la predisposizione a parco pubblico. Tanti interventi realizzati con ingenti finanziamenti privati ma sotto una importante regia pubblica, interventi che oggi devono essere messi a sistema. È infatti un mosaico che si sta componendo dall’approvazione del Piano di Assetto del Parco, avvenuta nel 2015, dopo che l’Ente Regionale RomaNatura lo aveva adottato nel 2005. In quel piano di assetto erano pensati quegli interventi che oggi stanno venendo alla luce a distanza di dieci e più anni, con le attuali amministrazioni comunali e municipali. Oggi si sta attuando questo piano che, con lungimiranza, ha definito una pianificazione a “mosaico” dove ogni tessera, seppur abbia una propria riconoscibilità, definisce con “altri” un disegno più ampio. Il piano di Valle dei Casali è l’unico dei piani di assetto romani realizzato e approvato dalla Regione Lazio in cui ci sia una struttura che attui appunto un disegno ampio per tutti il parco e non con interventi parziali e scollegati tra loro.

Gli accessi alla Valle

Prima di questi progetti l’accesso alla Valle dei Casali era praticamente impedito ai cittadini. Dopo la loro definizione, oltre a questo ingresso di Via del Forte Bravetta, ci saranno ingressi alla Valle da Via Silvestri, sia dalla strada attigua al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e sia dal portale ristrutturato che porta al casale Consorti e inoltre da Via di Bravetta all’altezza della citata piazza belvedere degli ex residence, e, dall’altro versante, dal capolinea del tram 8, con la nuova area del Parcheggio Casaletto. Cinque accessi, attesi da diversi decenni e che tra poco saranno realtà.

Una nuova visione di città

Da questo momento il parco rivolge le spalle al quartiere, si inverte quel modo di vedere la città, non più solo l’edificato ma il vuoto naturale, ricco di attrattive storiche e ambientali, da qualificare e rendere fruibile. E l’impegno non finisce qui, per la fruibilità pubblica si cerca, in una complessa opera, l’individuazione di ulteriori percorsi nella Valle, da effettuare con visite guidate, in aree pubbliche e private, sia nella zona di Casetta Mattei e sia verso la Collina di Montecucco al Trullo nonché verso le nuove aree verdi previste a Corviale e verso la Riserva Naturale della Tenuta dei Massimi. E ancora tanto ci sarà da lavorare per rendere il Parco uno strumento di condivisione reale tra cittadini e territorio, in particolare sulle aree di cessione da privati alla pubblica proprietà previste dal Piano Regolatore di Roma ed ancora da attuare in diverse aree come a Via della Nocetta, oppure tra la Portuense e Monte delle Capre o tra Via dei Buonvisi e la Portuense.

Paolo Menichetti – Cooperativa Valle dei Casali