I casali agricoli

Interesse: Storico

80 casali testimoni del passato agricolo

Il nome di Valle dei Casali, assegnato al territorio tra Bravetta/Casetta Mattei e Casaletto da Villa Pamphili fino al Tevere, è ovviamente dovuto alla presenza di numerosissime strutture agricole che popolavano la valle dei fossi di Affogalasino e di Papa Leone, coltivata ad orticole e cereali fino dalle epoche più antiche.
Un censimento degli anni 70 ne contava ottanta, su un territorio di circa 1200 ettari. A distanza di trent’anni la perimetrazione della Riserva Naturale, operata prima dal Comune di Roma e poi dalla regione Lazio, comprendeva poco più di 400 ettari di estensione complessiva, ed un numero molto più ridotto di casali superstiti.
Alcuni di questi casali sono stati nel tempo ristrutturati ed adibiti ad uso abitativo ed attività varie, quali bed&breakfast, asili nido, ristorazione ed altri sono in disuso, testimoni di un’epoca passata ma da valorizzare nel contesto del ripristino del paesaggio agricolo urbano.

La Carta dell’Agro del Comune di Roma

La “Carta dell’Agro”, strumento del Comune di Roma per il censimento degli elementi di interesse storico, artistico, archeologico della Campagna Romana, riporta la molteplicità dei casali della Valle (vedi cartografia allegata) unitamente agli altri edifici di interesse: in particolare segnaliamo (vedi anche l’allegato elenco numerico) il numero 61/B (Villa York), 53, 56 e 58 (i casali agricoli della tenuta di Villa York), 69 (Cappella Troiani/Chiesa di S.Agata), 78 (Casale dell’attuale Casaletto Equestrian Center), 90 (l’attuale Casa del Parco di RomaNatura), 207 (Torre Righetti a Montecucco) e 209 (Vaccheria Koch a Montecucco).

Il destino della Vaccheria Koch

La vaccheria Koch, struttura diroccata ed in attesa di adeguata ristrutturazione, si erge sulla sommità della collina di Montecucco; era una dimora signorile del 1607, successivamente adibita ad attività agricole.

Sarebbe dovuta divenire, una volta ristrutturata, una delle principali attrattive dell’assetto agricolo della Valle dei Casali, nonché centro di gestione della proprietà pubblica di 40 ettari individuati sulla Collina stessa, così come previsto dal Piano di Assetto della Riserva Naturale. La ristrettezza di fondi e la contemporanea messa in opera di orti comuni ha rimandato sine die la sua valorizzazione.